Da Nord a Sud… e viceversa

Ancora una volta Palazzo Trentini è la sede di una rassegna espositiva identitaria: dal 20 maggio al 24 giugno 2023 sarà teatro della mostra “Da Nord a Sud“. Non una semplice esposizione di opere d’arte, bensì una ricerca filologica su “studi e contaminazioni degli artisti trentini tra Italia, Alto Adige, Tirolo e Germania fra le due guerre“. Il lungo sottotitolo è allo stesso tempo fil rouge (che unisce le opere esposte) e significante del titolo scelto – per conferire omogeneità alla raccolta di dipinti: da Nord a Sud… e viceversa …per l’appunto.

I.G.

Locandina

DA NORD A SUD – Studi e contaminazioni degli artisti trentini tra Italia, Tirolo e Germania fra le due guerre

Dal 20 maggio al 24 giugno 2023
Inaugurazione venerdì 19 maggio ore 18.00

Palazzo Trentini, via Manci 27, Trento
Orari: lunedì – venerdì 9.30-18.30; sabato 9.30-12.30

La mostra è organizzata dal Consiglio della Provincia autonoma di Trento.

A cura di: Warin Dusatti
Allestimento e testo biografico: Marcello Nebl
Testo critico: Annamaria Targher

Nel variegato ed eterogeneo panorama dell’arte trentina a cavallo tra Ottocento e Novecento, quanta importanza ha rivestito, nella concezione e maturazione artistica, l’imprinting accademico e quanto di questo è rimasto, o come si è sviluppato successivamente, negli artisti trentini? A questa domanda la rassegna cerca di dare una risposta, attraverso la comparazione e l’accostamento di ventotto artisti (quattordici per direzione geografica) e delle sessantaquattro opere che coprono diversi lustri.
La mostra è suddivisa in tre sezioni: la prima raccoglie gli artisti trentini che hanno proseguito gli studi nella accademie e nelle università a nord, oltre confine (Innsbruck, Vienna, Monaco); la seconda raccoglie coloro che hanno studiato nelle accademie italiane (Venezia, Firenze, Milano, Torino) e nella terza, al piano interrato, si sono unite le due direzioni tramite la mescolanza degli artisti, così da simboleggiare che l’arte, nella sua intima essenza, non ha né confini, né direzioni geografiche.
Da un punto di vista temporale, si è preso in considerazione il periodo degli studi che va dagli ultimissimi anni dell’Ottocento fino ai primi del Novecento. Mentre da quello della creazione artistica, si parte dai primi anni del Novecento e si giunge a lambire i primi anni Ottanta, con un’opera di Fausto Melotti del 1984. Ciò permette di far emergere, comparare e analizzare le componenti stilistiche e le successive contaminazioni e modificazioni avvenute durante gli anni nei singoli artisti: quali stilemi sono rimasti dagli studi, quali si sono modificati o spariti e quali e quanti intrecci culturali sono avvenuti.

L’esposizione, inoltre, guarda all’assetto socio politico che prende le mosse dall’Impero austro-ungarico, all’interno del quale il Tirolo aveva una suddivisione regionale molto simile a quella che noi ora possiamo osservare nell’attuale unione delle tre assemblee legislative formate da Trentino, Alto Adige e Tirolo austriaco, strumento decisionale che confluisce fattivamente nell’Euregio. Quest’anno la Seduta Congiunta (Dreier Landtag) è affidata al Consiglio della Provincia di Trento permettendo così di tracciare un filo che unisce la storia passata alla contemporaneità, facendo emergere quanto l’unione delle regioni sia un importante elemento di crescita e coesione, sia culturale che economica.

La mostra è accompagnata da un catalogo nel quale, oltre alla riproduzione delle opere, sono presenti tre sezioni di approfondimento: una introduttiva alla mostra con una riflessione sul Dreier Landtag ed il concetto di identità; una biografica degli artisti e delle loro vicissitudini attorno ai perni delle due guerre, affidata a Marcello Nebl; e una di carattere critico, con l’indagine approfondita delle peculiarità stilistiche desunte dalle specificità delle singole accademie nella produzione artistica dei Maestri trentini, di Annamaria Targher.

©InMostraBlog.com

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