Mostra a cura di Fiorenzo Degasperi
Trento, Spazio Atelier, Via Belenzani 51
Visitabile: venerdi 26 giugno-venerdi 3 settembre 2026
Orario: dal martedì al venerdi 16-19, sabato 10-13
Inaugurazione: venerdi 26 giugno 2026, ore 18, presentazione di Fiorenzo Degasperi
Heimat, identità: parola poderosa, talvolta ambigua e altre volte sfuggente. Nel 1993 Peter Ortner, zoologo e botanico, scriveva: <<Vale la pena di riflettere sul significato e sull’importanza dell’insediamento rurale; esso rispecchia il patrimonio ambientale del nostro paese, la struttura sociale della popolazione e l’evoluzione storica dal passato al presente». La parola Heimat racchiude il termine Heim, che vuol dire “casa”, ed evoca quindi lo stretto legame tra l’individuo e il luogo, tra l’uomo e la casa/fuoco/focolare. Casa, territorio, calore, festa e rito: tutto questo è Heimat, parola che vive sull’orlo degli abissi e degli sconfinamenti, che è corpo e che è limite.

È su questo tema che Rosanna Cavallini si è accinta a dipingere un ciclo di opere che ne racchiudesse, anche in senso ironico, l’importanza per lei, vissuta a scavalco delle due terre atesine.
Nella sua ricerca espressiva, l’artista attiva un dialogo profondo e originale con il concetto di Heimat, scardinandone la retorica più rigida attraverso una sottile e raffinata ironia. Le sue opere si configurano come una galleria di ritratti interamente declinata al femminile, dove la pittura figurativa diventa lo strumento d’elezione per esplorare l’identità e la memoria collettiva. Sceglie deliberatamente di isolare i suoi soggetti da qualsiasi sfondo o contesto spaziale definito: questa sottrazione geometrica e ambientale priva le figure di coordinate geografiche immediate, proiettandole in una dimensione atemporale, quasi sospesa tra il mito, la fiaba e il ricordo.
La tradizione non viene semplicemente celebrata, ma reinterpretata. Elementi fortemente radicati nel folklore locale come i sontuosi scialli ricamati, i cappelli dalle ampie falde o il richiamo a creature fantastiche e inquietanti della ritualità alpina, come l’Egetmann di Termeno convivono con dettagli spiazzanti ed enigmatici. Un esempio emblematico di questo gioco concettuale è rappresentato dai fermacapelli che assumono la forma di grandi farfalle o falene posate sulla nuca delle donne, un elemento che introduce una nota di leggerezza entomologica e di metamorfosi ironica proprio laddove ci si aspetterebbe il rigore dell’acconciatura tradizionale.
Dal punto di vista formale, la centralità del soggetto è esaltata da una tavolozza cromatica vibrante. I colori utilizzati sono caldi, vivi e intrisi di una profonda quotidianità; eppure, pur rimanendo fedeli a una texture materica e accessibile, riescono a caricarsi di una luce intima che riscalda le fisionomie e i panneggi. Attraverso questo accostamento tra l’accuratezza del dettaglio figurativo e l’astrazione del vuoto che lo circonda, la pittura dell’artista trasforma il concetto di Heimat in un territorio poetico, intimo e mobile, dove il costume tipico smette di essere una rigida armatura del passato per diventare un abito di pura immaginazione.
Rosanna Cavallini è nata a Riva del Garda. Frequenta l’Istituto Statale d’Arte di Trento e il Magistero Artistico di Venezia dove si diploma nel 1963. Si stabilisce a Bolzano dove partecipa alla vivacità culturale dell’ambiente sudtirolese. Dopo alcune esperienze lavorative come grafica presso case editrici a Milano perfeziona il disegno e la tecnica calcografica in numerosi viaggi studio in Austria e Germania. Artista, scrittrice di numerosi saggi inerenti aspetti antropologici ed etnologici della donna (editi da Athesia), appassionata di arte popolare, dal 1991 collabora con diverse realtà museali. Ha esposto in numerose mostre in Italia e all’estero.
Trento, Via Belenzani, 51 Tel. 388 5697141 atelier@diocesi.it
