IL MAESTRO E’ TORNATO. UN NUOVO CAPOLAVORO PER LA NOSTRA CITTA’
š ššš šš§š§š¢ ššš„š„š š¬š®š š§šš¬šš¢šš, dunque, lāarte di Toma torna finalmente alla sua terra, dopo un’attesa durata più di un secolo.

Conferenza stampa:
IL MAESTRO E’ TORNATO: UN NUOVO CAPOLAVORO PER LA NOSTRA CITTA’
Il patrimonio artistico e museale di Galatina si arricchisce notevolmente! Celebriamo un momento storico per la nostra comunitĆ : lāacquisizione dellāopera āšš¢š¬š¢šš ššš„ ššš¬ššØšÆšØ šš¢ ššš«ššš«ššš¢ā (1861), a cui Galiotta, autore del recente volume dedicato a Toma pubblicato da Silvana Editoriale, restituirĆ il titolo originario di āšš«ššš¢ š šš«š¢š šš§šš¢ā, capolavoro del noto pittore galatinese šš¢šØšššš”š¢š§šØ ššØš¦š.
Interverranno:
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ššš¢šØ ššš«š š¢š§š ā Sindaco di Galatina (Saluti Istituzionali)
ššš¬š¬š¢š¦šØ ššš„š¢šØššš ā Critico dāarte, redattore della rivista ARTE TRENTINA ed esperto dellāopera tomiana, collegato in videoconferenza da Bolzano, relazionerĆ in merito alla scoperta, all’acquisizione da parte del Comune di Galatina e al profondo valore storico-iconografico del dipinto, nonchĆ© sulla complessitĆ dell’itinerario artistico del pittore meridiano. Il dipinto, come sostenuto da Galiotta, non ĆØ soltanto una tappa fondamentale per la comprensione dell’artista, ma anche una pagina fondamentale del Risorgimento italiano. Le ricerche condotte recentemente dall’autore, in occasione del libro Gioacchino Toma 1836-1891 – Indagini scientifiche di tre dipinti inediti, ripercorrono la storia espositiva di Toma, ricollocando alcuni dipinti nella giusta cronologia e restituendo ad alcuni di essi il titolo originale attribuito dallo stesso Toma. E’ stato cosƬ anche per Preti e briganti, firmato e datato 1861, che nel tempo, come molte altre opere, ĆØ stato riconosciuto con titoli alternativi a volte filologicamente errati: come per l’appunto Visita del Vescovo ai carcerati, comparso per la prima volta nel volume monografico di Aldo De Rinaldis, “G. Toma”, del 1934.
Massimo Galiotta, in occasione della conferenza stampa in programma, ricostruirĆ la giusta cronologia espositiva, basata su documenti di prima mano (ossia cataloghi e articoli di giornale dell’epoca), ma anche di come si ĆØ giunti all’acquisizione del dipinto da parte del Comune salentino.

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