Francesca Sirianni, the art’s origins

di Massimo Galiotta:

Guerriero_Bronzo e ceramicaE’ agosto, è un periodo magico dell’anno, la terra sta per attraversare lo sciame meteorico delle “Perseidi” nella tanto attesa notte delle stelle cadenti. Il sole volge ormai al tramonto e illumina di luce intensa il prospetto della chiesa di San Domenico al Rosario, affacciata sul mare, nel centro storico di Gallipoli. Nell’omonimo chiostro è ospitato l’allestimento permanente di Marea – museo e centro di cultura del mare – una mostra multisensoriale, realizzata da Emys Ambiente (in collaborazione con il Comune della città salentina), dove il mare si assapora con tutti i sensi. Aspetto il Presidente di Emys, abbiamo appuntamneto alle ore 19, all’ingresso dell’edificio sacro. I turisti, di ritorno dal mare, camminano vocianti per le strade affollate dell’area storica della “Città Bella“, è un’state calda.

Sono venuto a visitare la mostra dell’artista Francesca Sirianni (Soveria Mannelli, CZ, 1979), è allestita in una sala che ha i colori di un viaggio nel tempo, tra la Grecia Classica e l’odierna, ancora viva, “Magna Grecia”. Guardo le opere dell’artista calabrese, dipinti e sculture che annullano lo spazio-tempo, si ispirano al nostro passato, ne sento il rumore, si percepisce, non sono silenti, parlano a chi ha orecchie per udirne il suono. C’è astrazione, anche nella rappresentazione di un paesaggio marino. Opere che non lasciano spazio ad interpretazioni soggettive, l’artista non  permette intrusioni critiche: Itaca, Eos, Scilla, Kroton e Theorein[1], lavoro quest’ultimo che da il titolo alla storica mostra del 2017, “il silenzio dell’invisibile, sulle orme del mito”. Resine epossidiche, sabbia, gesso e silicone uniti al più classico olio su tela restituiscono allo spettatore visioni paesaggistiche astratte che ricordano le sensazioni evocate dall’osservazione del vero. Scenari in grado di sospendere l’anima tra reale e irreale dove il mare è protagonista e simbolo, viaggio e approdo.

Allestimento
La mostra “Magna Graecia – Il mito e il mare” – dal 2 luglio al 16 settembre 2018

E’ evidente, l’Arte trova sempre ispirazione nell’Arte, e la Sirianni, con i suoi diorami pittorici (ovvero quell’insieme di vedute dipinte che, per l’effetto della prospettiva e dei vari giochi di luce, danno all’osservatore l’impressione di guardare un panorama naturale nelle varie ore del giorno) e sculture in bronzo ottenute con l’impiego di materiali eterogenei (bronzo e rame coniugati a vario titolo con ceramica, metalli e ossidi), risolve il dubbio atavico della poetica ripartendo dalle proprie radici, dall’antichità classica e dalla mitologia greca già ispiratori dell’ampia narrazione “manierista” cinquecentesca.

Il pittore seicentesco Rembrandt van Rijn diceva che: «la pittura non si annusa[2]», era indispensabile per il pittore olandese, e non solo per lui, che la distanza precostituita, fra l’opera e l’osservatore, fosse mantenuta tale, affinché l’occhio delineasse al meglio la plasticità del soggetto. Oggi, per la Sirianni, non è più così, ha ridotto lo spazio vitale dell’opera. Per lei l’arte si può guardare da vicino, addirittura toccare, ma soprattutto la sua arte parla e parlerà ai popoli, senza distinzioni. Il suo è un grande progetto, rivolto a tutti, anche a chi la vista non la possiede più o forse, mistero e meraviglia della vita, non l’ha mai avuta … perché la naturale vocazione dell’arte è quella di semplificare il linguaggio e renderlo comprensibile, a tutti, abbattendo le barriere linguistiche che la critica dell’arte convenzionale ha sollevato in nome dell’elite e di un fantomatico, assai temuto, “populismo estetico”.

(Apertura tutti i giorni, dalle 10,30 alle 13,30 e dalle 19 alle 23. Info e prenotazioni al 347.7039082)

[1] “Il Theorein è dunque la visione interiore che permette di renderci migliori e di osservare noi stessi e il mondo attraverso ‘gli occhi dell’anima’. Ed è l’anima interiore a cogliere quella del mondo esterno in un ciclico processo di completamento vicendevole e compensativo” (Cit. F. Sirianni, Theorein, catalogo della mostra, 6/2017);

[2] L. A. Rosa, La tecnica della pittura, Società Editrice Libraria, Milano, 1949.

Immagine di copertina: Kroton, tecnica mista e olio su tela, 2017

L’articolo è proprietà dell’autore ed ogni riproduzione è vietata (L/22/4/1941 n°633 e relative modifiche) eccetto nei casi in cui si citi l’autore e/o la fonte.

“Sabato 8 Settembre, all’interno del Gran Galà Arte Cinema e Impresa, organizzato dalla celebre Fondazione Mazzoleni in occasione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, l’artista riceverà il Leone di San Marco nell’ambito dell’arte”.

Mazzoleni_premio arte

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