GIOACCHINO TOMA 1836-1891. UN LIBRO PER RICORDARE L’ARTISTA

GIOACCHINO TOMA 1836-1891 | INDAGINI SCIENTIFICHE DI TRE DIPINTI INEDITI. UN LIBRO PER RICORDARE L’ARTISTA NEL 190° DALLA NASCITA


Pubblicato in occasione dell’anniversario della nascita dell’artista, il volume offre la prima completa indagine condotta su tre dipinti di Gioacchino Toma, uno dei maggiori pittori dell’Ottocento italiano. Le opere prese in considerazione – Autoritratto di Genova, Profilo di fanciulla con orecchino e Orsolina di Mantova – raccontano tre diverse storie che arricchiscono la conoscenza del profilo artistico di Toma e rappresentano una base di studio imprescindibile per futuri approfondimenti; inoltre, la complessa e articolata ricerca condotta tra luglio 2022, luglio 2024 e giugno 2025, offre un valido esempio metodologico per muoversi nel campo insidioso delle attribuzioni che, nel caso di Toma, ha visto in passato numerosi riconoscimenti errati.

L’importante ricorrenza a centonovant’anni dalla sua nascita (24.1.1836-24.1.2026), è dunque l’occasione per rendere pubblici i risultati delle tre compagne diagnostiche condotte ad Ascoli Piceno, nei laboratori di A.R.T. & Co., Spin-off dell’Università degli Studi di Camerino, su tre dipinti inediti di Gioacchino Toma. Il volume, un saggio redatto a quattro mani dallo scrivente e da Giuseppe Di Girolami dell’Università di Camerino, è una novità nel suo genere: oltre a prendere in esame tre opere riconducibili al galatinese, costituisce un modello per futuri approfondimenti e attribuzioni, tanto per Toma quanto per altri autori del XIX secolo. Edito a Cinisello Balsamo, da Silvana Editoriale, il saggio si divide in tre parti: nella prima si indaga l’artista in un’ottica nuova, percorrendo “sentieri nascosti”, cercando di uscire dai canoni della critica del secondo novecento e collocando il salentino in una cornice più ampia di quella generalmente riconosciutagli dagli storici dell’arte e non solo.

La copertina del libro di Massimo Galiotta e Giuseppe Di Girolami edito da Silvana Editoriale

Per esempio, si scopre che Gioacchino Toma era solito condurre dei viaggi fuori regione, raggiungendo territori non proprio riferibili alla “ristretta cerchia cittadina” (argomento che sarà arricchito di novità nel numero di aprile della rivista Arte Trentina), come ebbero a scrivere alcuni nomi noti citati nel saggio. Poi si sfata il mito, perpetuato da improvvisati esegeti e da storici dell’arte d’occasione, di Gustavo unico figlio sopravvissuto ai numerosi lutti che colpirono i coniugi Toma. Si ripercorre, inoltre, la parabola artistica e le relazioni avute dal pittore con il tessuto culturale italiano ed europeo, uscendo dai localismi della critica di campana. Un regesto documentario completo, collocato nella terza sezione dedicata agli “apparati”, propone per la prima volta una mappatura organica delle mostre ed esposizioni – nazionali e internazionali – a cui l’artista prese parte nell’intervallo più complicato da ricostruire, quello che va dal suo esordio alla Promotrice borbonica del 1859, fino alla memorabile retrospettiva allestita in occasione della Promotrice napoletana del 1891. Il regesto si ferma, per ovvie ragioni, chiarite puntualmente nel testo, ai primi decenni del Novecento, svelando alcune novità finora trascurate: tra gli altri, riscopre alcuni dipinti dimenticati (La cieca nata) o erroneamente interpretati dalla critica (Il fiore appassito); restituisce agli studiosi date di realizzazione più precise e titoli esatti di alcune opere fondamentali (Le due madri, La messa in casa). Tutte informazioni essenziali per ricostruire l’esatta cronologia dell’iconografia tomiana.

In particolare, il libro, riconsegna al pubblico un Toma sconosciuto: due lettere inedite, ritrovate dallo scrivente in due diversi archivi storici fiorentini, chiariscono una volta per tutte le relazioni tra l’autore e i principali centri artistici italiani, sfatando il falso storico che riconduceva ogni rapporto avuto da Toma con la Toscana, e con i principali esponenti del gruppo dei macchiaioli, alla presenza di Adriano Cecioni a Napoli. Le relazioni dirette con Firenze, Genova, Torino e Parigi sono ampiamente documentate da cataloghi, lettere e articoli di giornali d’epoca: documenti originali di “prima mano”, che impreziosiscono ulteriormente lo studio condotto.

Nella seconda parte dedicata alle indagini diagnostiche, densa di immagini a corredo dei testi, Giuseppe Di Girolami guida il lettore alla scoperta di ciò che i tre dipinti nascondono. Grazie all’ausilio di strumentazioni tecnologicamente avanzate e alla lunga esperienza maturata, ci fa vedere al di là della pellicola pittorica, mostrandoci quello che normalmente non potremmo vedere: ductus, supporti e pigmenti utilizzati, pentimenti in corso d’opera, dipinti nascosti al di sotto del livello superficiale a noi noto e molto altro ancora. In definitiva, il libro Gioacchino Toma 1836-1891 | Indagini scientifiche di tre dipinti inediti, è l’occasione per fare un bilancio preciso su quanto sappiamo di uno degli artisti più importanti dell’Ottocento italiano a quasi due secoli (oggi) dalla sua nascita. Ma più di tutto apre ad approfondimenti futuri, rammentando alcune regole essenziali in fase di attribuzione di un dipinto con metodo (scientifico); andando oltre la mera analisi degli elementi stilistici – caratteri morelliani in primis – e liberandoci definitivamente da quell’oscura pratica delle “attribuzioni allegre”, condotte con approssimazione da mercanti ed “esperti” compiacenti, che già in molte occasioni c’è stato modo di osservare.

La copertina del libro: Gioacchino Toma, Autoritratto di Genova, 1886.
A sinistra immagine nel visibile, a destra riflettogramma IR 900-1700 nm

Link alla casa Editrice: https://www.silvanaeditoriale.it/libro/9788836663279


Biografia breve degli autori

Giuseppe Di Girolami è Presidente di A. R. T. & CO. Srl, uno spin-off dell’Università di Camerino fondato nel Dicembre 2016 ad Ascoli Piceno. Attualmente è anche PhD student in “Scienze del Patrimonio Culturale” presso l’Università di Roma Tor Vergata. Laureato in Scienze per la Conservazione ed il Restauro presso l’Università degli Studi di Parma, master di II livello in Restauro Architettonico all’Università di Roma Tre, a partire dal 2013 si è occupato di diagnostica chimico-fisica applicata al patrimonio culturale all’interno del Laboratorio di Tecnologie e Diagnostica per la Conservazione ed il Restauro dell’Università di Camerino, sede di Ascoli Piceno. È autore e coautore di diverse pubblicazioni, tra le quali si segnalano: Costantini I. et al., “Analytical study of a newly excavated fine painted ceiling at the Archaeological Park of Pompeii”, in Journal of Cultural Heritage, Vol.74 (2025); Cremonesi P. et al., “An ‘empathic approach’ to the removal of oxalate-containing paint layers: affinity macroemulsions” in Journal of Cultural Heritage, Vol. 73 (2025); Di Girolami G. et al., “I dipinti di Adolfo De Carolis nella collezione della Fondazione Carifermo: viaggio tra visibile ed invisibile attraverso le analisi scientifiche”, in Adolfo De Karolis. La collezione della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, 2024, Silvana Editoriale; Di Girolami G., “Il polittico di Sant’Emidio di Carlo Crivelli: tecniche e materiali. Dati inediti dalle indagini scientifiche del 2020”, in Il capitale culturale, Supplementi 16 (2024); Di Girolami G., “Indagini diagnostiche su tecniche e materiali costitutivi del dipinto su tela di Carlo Crivelli a Macerata” in Il restauro della Madonna di Macerata di Carlo Crivelli. La riscoperta di un capolavoro su tela, a cura di Francesca Coltrinari, Daphne De Luca e Giuliana Pascucci – tab edizioni, 2023; Di Girolami G., “Le pitture parietali del Castello Della Monica. Tra diagnostica e conservazione” in La camera delle meraviglie al Castello Della Monica, a cura di Stefano Papetti e Antonio D’Amico – Rrose Sélavy editore, 2023; “Opus Karoli Crivelli. Le opere e la materia. Nuove letture su Carlo Crivelli”, a cura di Daphne De Luca, Stefano Papetti, Graziella Roselli e Giuseppe Di Girolami – Capponi Editore, 2023; Di Girolami G. et al., “La ‘Sacra Famiglia’ di Recanati: opera di un giovane Lorenzo Lotto? Risultati della campagna di indagini diagnostiche non invasive” in Lorenzo Lotto. Contesti, significati, conservazione, a cura di Francesca Coltrinari ed Enrico Maria Dal Pozzolo – ZeL Edizioni, 2019.

Massimo Galiotta è critico d’arte, docente esperto di Enogastronomia, blogger e redattore della rivista Arte Trentina; collabora da tempo con alcuni periodici culturali pubblicati sia su carta che online. Negli anni Novanta completa la sua formazione presso l’Università degli Studi di Perugia, studiando Economia del Turismo, e per oltre un decennio lavora all’estero come Econome per una multinazionale francese del loisir (in Francia, Grecia, Svizzera, Tunisia). Blogger dal 2009, nel 2016 da vita al sito inmostrablog.com e inizia a collaborare con la rivista Puglia & Mare, diretta dallo storico giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno Giuseppe G. Albahari (1946-2025), curando la rubrica d’arte “il Cavalletto” e inaugurando due edizioni della “Settimana della Cultura del Mare” (Gallipoli, luglio 2021 e ottobre 2022). Nel 2019 pubblica il suo primo libro ed inizia l’attività di divulgatore culturale, tenendo alcune conferenze su temi inerenti all’arte: “Falsi e inesistenti – Da Leonardo e Michelangelo, a Vermeer e Toma. L’immagine della donna tra pastiche e mélange” (Merano, 2024); “La situazione dell’arte in Trentino – Storia e attualità del mercato dell’arte: elementi d’indagine tra local e global” (Rovereto, 2023); “Sulle tracce di Gioacchino Toma – prima parte – Il caso Orsolina di Mantova” (Galatina, 2022); “Gaetano Martinez genio plasticatore” (Galatina, 2021 e 2022). Tra i volumi e i cataloghi pubblicati si ricordano: “Arte e pensiero critico – Diario di un Connoisseur” (Edizioni d’Arte Dusatti, 2024); “La scuola dei pittori salentini – da Gioacchino Toma agli autori del Novecento” (Amazon KDP, 2019); “Biagio Magliani – Unser Raum und lo spazio metafisico”, catalogo della mostra (Editrice Salentina, 2019). Suoi testi compaiono in: “Catalogo generale di Vittorio Matino” (Silvana Editoriale, 2026); “Lidia Scandelibeni …La mia anima su tela” (il filo di Aracne, 2024); “Catalogo artisti 2019” (Galleria Germinazioni 4a.0); “Catalogo generale di Biagio Magliani” (Editrice Salentina, 2019). Studioso dei fenomeni artistici che hanno animato l’Otto-Novecento e oltre, ha approfondito autori compresi nell’arco temporale tra Romanticismo, Futurismo e contemporaneità. È particolarmente attento alle dinamiche del mercato dell’arte, al collezionismo, alla falsificazione e alle varie forme di scambio di beni artistici; in special modo si occupa delle profonde relazioni esistenti tra arte e cibo: al riconoscimento a pieno titolo di quest’ultimo, con la sua elaborazione (cucina creativa), osservabile lungo l’intera storia dell’umanità, nella sfera delle principali forme di espressione artistica.

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