Pietro Vannucci e il dittico ritrovato

𝑫𝒖𝒆 𝒕𝒂𝒗𝒐𝒍𝒆, 𝒖𝒏𝒂 π’”π’•π’π’“π’Šπ’‚ π’”π’•π’“π’‚π’π’“π’…π’Šπ’π’‚π’“π’Šπ’‚: π’Šπ’ π’…π’Šπ’•π’•π’Šπ’„π’ π’…π’Š π‘·π’†π’“π’–π’ˆπ’Šπ’π’ π’”π’Š 𝒔𝒗𝒆𝒍𝒂 𝒂𝒍 π’‘π’–π’ƒπ’ƒπ’π’Šπ’„π’

Pietro Vannucci detto il Perugino, π‘ͺπ’“π’Šπ’”π’•π’ 𝒄𝒐𝒓𝒐𝒏𝒂𝒕𝒐 π’…π’Š π’”π’‘π’Šπ’π’† 𝒆 𝒍𝒂 π‘½π’†π’“π’ˆπ’Šπ’π’†

Il Presidente di Fondazione Perugia Alcide Casini, insieme a Francesco Federico Mancini, Antonio Natali, Gianluca Poldi e Vittoria Garibaldi, ha guidato il pubblico alla scoperta delle due tavole raffiguranti Cristo coronato di spine e la Vergine, acquisite lo scorso ottobre all’asta Dorotheum di Vienna. Un momento di confronto vivo e ricco, che ha ripercorso la storia critica, diagnostica e attributiva del dittico.
L’opera, che si compone di: il π‘ͺπ’“π’Šπ’”π’•π’ 𝒄𝒐𝒓𝒐𝒏𝒂𝒕𝒐 π’…π’Š π’”π’‘π’Šπ’π’† 𝒆 𝒍𝒂 π‘½π’†π’“π’ˆπ’Šπ’π’†,Β  rientrata alla fruizione pubblica dopo decenni in collezioni private inglesi e svizzere, rappresenta un passo importante per la tutela del patrimonio umbro e per il percorso pluridecennale della Fondazione nella valorizzazione dell’ereditΓ  del Perugino.
Durante la presentazione delle due tavole sono emersi anche interessanti approfondimenti sugli influssi veneziani di fine Quattrocento, legati alla produzione di Alvise Vivarini e al soggiorno del Maestro a Venezia nel 1494–1495. Presentati inoltre i risultati delle piΓΉ recenti analisi diagnostiche, che hanno confermato tecnica, materiali e stato conservativo delle tavole, caratterizzate dal particolare rivestimento in cuoio decorato in oro.

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