Cambi Genova, all’asta “Un Capolavoro Ritrovato”

E’ in Asta e lo sarà Giovedì 13 Dicembre 2018 (asta 377, Fine Art)  a Genova – presso il Castello Mackenzie (Esposizione dal 7 al 10 Dicembre) una raccolta di dipinti, arredi, sculture e oggetti d’arte provenienti da una collezione romana e da altre importanti provenienze. L’evento di portata internazionale annovera opere d’importanza primaria per la storia dell’arte del XVI e XVII secolo. Una tela di Peter Paul Rubens e una tavola di Giorgio Vasari rendono l’asta il momento clou che conclude un’annata, quella del 2018, ricca di sorprese.

 

Rubens Peter Paul_Sacra famiglia
Peter P. Rubens – Sacra Famiglia con Santa Elisabetta, San Giovannino e colomba
Holy Family with Saint Elisabeth, Saint John and a Dove

olio su tavola, cm 102×78, 1602-1606 ca. (attribuito a)

Pietro Paolo Rubens (Siegen 1577 – Anversa 1640) …

“L’esibitore della presente sara’ Pietro Paolo Fiammingo mio Pittore, qual mando costa’ [a Roma] per copiare e fare alcuni quadri di pittura, come più diffusamente V.S. Ill.ma piacendole intenderà del medesimo”.

Questa lettera di raccomandazione fatta scrivere il 18 luglio 1601 dal duca di Mantova Vincenzo Gonzaga ed indirizzata al cardinale Alessandro Peretti Montaldo a Roma apriva metaforicamente e poi anche fisicamente al ventiquattrenne Peter Paul Rubens le porte della città eterna per il suo primo, breve, soggiorno romano.
Il livello artistico del giovane pittore era gia’ notevolissimo: divenuto formalmente “maestro” ad Anversa, Rubens non arrivava a Roma spaesato e alla ricerca di protezione: vi era stato mandato per lavoro, con uno scopo preciso da un signore, il Gonzaga, che lo avrebbe continuato a pagare e che solo l’anno successivo gli avrebbe chiesto di andare in Spagna.
Fu con tutta probabilità proprio a Roma, nel suo primo soggiorno, che Rubens inizio’ a dar forma a quella tipologia iconografica completamente originale che e’ la “Sacra Famiglia con sant’Elisabetta, San Giovannino e la colomba”.
Fin dalla meta’ del XVIII secolo la composizione, ambientata in uno sfondo romantico, era nota grazie ad una stampa di riporto. Queste versioni a stampa furono attribuite a Rubens in maniera dubitativa, e furono messe in relazione con altri dipinti del periodo italiano del pittore, soprattutto la Sacra Famiglia di Rubens oggi a Palazzo Pitti.

Fu nel 1893 che H. Hymans segnalo’ (pubblicandolo solo nel 1927) un dipinto di egual soggetto. Il dipinto si tovava nel 1925 a Londra presso A.L. Nicholson da dove poi passo’, in quello stesso anno, nella collezione di William H. Moore a New York. Nel 1955 il dipinto fu donato da Mrs. Ada Small Moore al Metropolitan Museum di New York, dove si trova tutt’ora (olio su tavola, cm 66 x 51,4).

Nel 1927-1928 il dipinto fu esposto al pubblico per la prima volta nella mostra tenuta presso la P. Jackson Higgs Gallery di New York: in quella occasione Valentiner ne propose, sulla base della struttura della composizione, una datazione al 1602-1605, incontrando tuttavia l’opposizione di alcuni critici: sia E. Simple, sia F.E. Washburn Freund, recensendo la mostra, ne sostennero con forza una datazione ad un periodo posteriore. Washburn Freund, in particolare, sottolineò la contraddizione tra la composizione, che appare ispirata a modelli italiani (e che dunque e’ tale da giustificare, a rigor di logica, la data proposta da Valentinier), e lo stile e la tecnica di pittura del dipinto, che appaiono di un’epoca piu’ matura.
Nel 1930 L. Burchard pubblico’ il secondo dipinto, conservato oggi al County Museum di Los Angeles come un autografo di Rubens con la datazione al 1609 circa.
All’inizio del secolo l’opera (olio su tavola, cm 138,4 × 120,7) si trovava nella raccolta del conte Kospoth, a Briese bei Ols, in Slesia: nel 1930 fu comprato da Gustav Nebehay, di Berlino; entrò poi nella raccolta di Gustav Oberlander di Reading (Pa), dove rimase fino al 1947.

Nel 1936 i due dipinti furono esposti per la prima volta insieme a Detroit: sulla base del raffronto diretto effettuato in quell’occasione, la tavola Oberlander fu ritenuta l’opera definitiva, mentre nel dipinto Moore si identifico’ il modello: ad entrambe le opera fu attribuita una datazione al 1609-1610. Per quanto riguarda la stampa, E. Siple, nella sua recensione alla mostra, ritenne che essa fosse tratta dal quadro più grande, benché in certi dettagli del panneggio essa sembrasse seguire quello più piccolo. Nel 1946 la versione Oberlander torno’ sul mercato antiquario di New York; di qui’ entro’ in quello stesso anno nella racconta di Frederick Mont di New York, e fu esposta in una mostra organizzata da Valentinier a Los Angeles dove era accompagnata dal dipinto che presentiamo in asta.
Qualche tempo dopo, nel 1952, l’opera passò nella collezione di Ch.F. Sandborn di Los Angeles: alla morte di quest’ultimo fu acquisito dal County Museum grazie al Colonel e Mrs. George J.Denis Fund (…).

(Per leggere il resto della recensione clicca su: link alla pagina di Cambi Aste)

The painting we are presenting in this auction (oil on panel 102 x 78 cm) was purchased in Rome around 1910, and traditionally comes from a branch of the noble Roman family of the Colonna princes. Since then, it has always remained in private collections: first in the US, where it had arrived in the period between the two wars, and then, thanks to an Italian collector, it returned to Italy and reached the hands of its current owners by inheritance, after almost 80 years in which it was never put up for sale on the market …

(English version: find out more)

Giorgio Vasari (Arezzo 1511-Firenze 1574)

Allegoria dell’Autunno

E’ invece di Giorgio Vasari (Arezzo 1511-Firenze 1574) il lotto 67, un olio su tavola di cm 80×80 raffigurante un’allegoria riconducibile ad altre già storicizzate, come evidenzia l’expertise della casa d’aste:

“Il magnifico pannello doveva senza dubbio far parte di uno smembrato soffitto ligneo, tipo di opera che il maestro aretino aveva realizzato a più riprese in tutte le citta’ dove si fermo’ a lungo a lavorare (Venezia, Roma, Napoli e Firenze). Il nostro faceva con ogni probabilità parte di una serie di quattro pannelli raffiguranti le “Quattro Stagioni”, due delle quali sono riapparse negli ultimi anni sul mercato americano con la corretta attribuzione a Vasari (cfr. Sotheby’s, Master Painting Evening Sale, 28 gennaio 2016, lotto 21; fig. 1). Le figure sono perfettamente conciliabili a quelle americane per impostazione grafica ed utilizzo dello spazio da parte dei soggetti …”

(leggi il resto cliccando sul Link: Lotto 67 sul sito Cambi Aste)

.Vasari_Allegoria dautunno

Giorgio Vasari (Arezzo 1511-Firenze 1574)

Allegoria dell’Autunno

Stima: EUR 20.000,00 – 30.000,00

Le immagini riprodotte e alcune parti di testo sono state estratte direttamente dal sito della Casa d’aste Cambi di Genova contestualmente alla pubblicazione dell’evento.

Appuntamento a Giovedì 13 dicembre 2018 alle ore 15:00 presso la sede Cambi di Genova

L’articolo è proprietà dell’autore ed ogni riproduzione è vietata (L/22/4/1941 n°633 e relative modifiche) eccetto nei casi previsti dalla legge.

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