Attilio Lasta, 1886-1975

Attilio Lasta, 1886-1975. La vita e le opere

Apre venerdì 30 maggio nel foyer del municipio di Villa Lagarina la prima mostra del progetto espositivo “Attilio Lasta, 1886-1975. La vita e le opere” realizzato su tre sedi in omaggio al pittore nato a Villa Lagarina, a cinquant’anni dalla sua scomparsa. L’iniziativa è promossa dal Comune di Villa Lagarina, dalla Casa degli Artisti G. Vittone a Canale di Tenno e dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto.

Un progetto diffuso che permetterà di conoscere la raffinata attività pittorica di Attilio Lasta attraverso un centinaio di opere, molte delle quali esposte per la prima volta al pubblico, che rendono il giusto tributo a un artista dimenticato.

L’apertura del progetto a Villa Lagarina, promosso dal Comune, coincide con il luogo della nascita e della morte. Saranno esposte nel foyer del municipio le opere della giovinezza e della formazione, tra le quali la prima natura morta eseguita da Attilio Lasta a rappresentare il seme primigenio di quella che diventerà la precipua ricerca artistica nella seconda parte della sua esistenza, affiancate da un serie di opere realizzate nel corso della maturità trascorsa nel suo studio e in stretta relazione con la comunità.

Come sottolinea il curatore Warin Dusatti “Nel panorama artistico trentino, Attilio Lasta si colloca in una dimensione di intima coesione con gli intrecci storici, sociali e culturali della Vallagarina. Le esperienze e la formazione giovanili, a cavallo di due nazioni che non ne hanno limitato il movimento e la ricerca, e la fondamentale adesione, non ideologica, al gruppo dei Pittori di Guerra nelle file dell’Impero austro-ungarico, hanno costituito il sostrato dal quale è fiorita l’arte di Attilio Lasta, irrorata da linfe eterogenee, in alcuni frangenti contrastanti, ma tutte deputate a nutrire la rigogliosa, e per decenni inarrestabile, sua creatività artistica. L’omaggio nei cinquant’anni dalla morte, che si configura come un trittico nel quale ogni sezione, intrecciata con le altre seppur indipendente, racconta lo svolgersi dell’esistenza di un uomo che ha trasceso il trapasso attraverso le sue opere, consegnandoci l’eternità della bellezza.” La mostra alla Casa degli Artisti G.Vittone, promossa con i comuni di Tenno, Arco, Riva del Garda e curata in collaborazione con Roberta Bonazza, racconterà, attraverso una quarantina di opere, il passaggio di Attilio Lasta dalla rappresentazione del paesaggio alla scelta della natura morta come soggetto principale. Una svolta che avviene a partire dagli anni Trenta.

La mostra promossa dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto nella sede del Museo della città, sarà l’occasione per incontrare Attilio Lasta nella sua poetica pittorica “a tutto tondo” e per conoscere le relazioni con gli artisti dai quali era riconosciuto come “Maestro”.

Inaugurazione a Villa Lagarina, venerdì 30 maggio, ore 18.00, Foyer del Comune

Attilio Lasta nel suo studio, immagine d’epoca

Attilio Lasta (Villa Lagarina 1886 – 1975)

Nasce a Villa Lagarina (Trento) il 27 aprile 1886, da una famiglia benestante. Nel 1900, dopo aver frequentato le Scuole Popolari, assieme alla sorella Maria si reca a studiare nel collegio di Anras, nel Tirolo orientale, iscrivendosi al corso professionale di artigianato e pittura. Durante questi anni concorre al Premio della Dieta di Vienna, vincendo un diploma e 300 corone grazie ad un disegno ad olio. Nel 1902 ritorna a Villa Lagarina, iniziando ad esporre. Nello stesso anno partecipa a Verona ad una mostra collettiva tenuta al Palazzo della Gran Guardia.

Nel 1906 si trasferisce a Milano frequentando lo studio di Cesare Tallone. Nella città lombarda conosce Bartolomeo Bezzi e Filippo Carcano. Segue gli artisti legati all’Arte Nuova e quelli della Scapigliatura. Rimane affascinato dalle opere di Giovanni Segantini, di cui subisce l’influenza cromatica. Nel 1910 si reca a Verona per mostrare i suoi lavori alla Galleria La Gran Guardia, diretta dal maestro Carlo Donati: ne vengono accettati due, Vecchi roveri e Chiaro di luna.

Nel 1912 fu richiamato a Venezia da Nino Barbantini, segretario dell’Opera Bevilacqua La Masa, per far parte del gruppo degli artisti che esponevano a Ca’ Pesaro, dove espose anche nel 1913. L’anno seguente è invitato a Roma alla Mostra della Secessione Romana. Qualche mese prima era a Venezia alla mostra organizzata dagli artisti respinti dalla Biennale, mostra tenutasi presso i saloni dell’Hotel Excelsior. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale – siamo nel 1914 – viene arruolato nell’esercito austroungarico. Dopo numerosi spostamenti lo troviamo a Wels, in Bassa Austria, assieme a Luigi Ratini, dove esercita la pittura come “Kriegsmaler”, pittore di guerra.

Nel 1918 gli artisti appartenenti all’“Ersatzbataillon” espongono le loro opere nella Volkshalle di Wels. Ritornato in patria trascorre il tempo tra Villa Lagarina e Cles, in val di Non, dove abita il fratello, dipingendo case rustiche di montagna e dedicandosi completamente al paesaggio.

Nel 1928 viene assunto come impiegato alla Banca Popolare di Villa Lagarina e abbandona l’attività pittorica. La riprende nel 1932 dopo aver lasciato il posto di lavoro. Incomincia a dipingere nature morte. Nel frattempo intensifica le esposizioni personali e collettive.

Nel 1946 lo troviamo alla “Mostra della Pittura Trentina dell’800 e del ‘900”, tenuta al Castello del Buonconsiglio a Trento. Muore il 20 gennaio 1975, alla vigilia dei novant’anni.

Programma della mostra diffusa:

Villa Lagarina | Foyer del Comune, 30.05.2025 – 27.06.2025

Canale di Tenno | Casa degli Artisti G. Vittone, 22.06.2025 – 12.10.2025

Rovereto | Museo della città, 25.07. 2025 – 12.10.2025

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